Appello dei Presidenti dei Municipi XV e XXVI

 
PER DIRE BASTA ALLE CUBATURE NELL’AGRO ROMANO
PER LA QUALITÀ DEL NOSTRO TERRITORIO
PER FERMARE IL DEGRADO DELLA NOSTRA CITTÀ
I Presidenti dei Municipi Roma XV e Roma XVI Gianni Paris e Fabio Bellini
INVITANO
CITTADINI, COMITATI ED ASSOCIAZIONI A PARTECIPARE
ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA CHE SI TERRÀ IL GIORNO
 
25 GIUGNO 2012 ALLE ORE 17,30
PRESSO IL CENTRO DIREZIONALE FLEXXI 
VIA TREQUANDA N. 12 ANGOLO VIA DELLA MAGLIANA N. 317
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La proposta di una nuova espansione della città su 2.380 ettari di aree agricole con la realizzazione di 22 milioni di metri cubi dimostra come l’Amministrazione Capitolina, invece di attuare il Piano Regolatore Generale per avviare una profonda riqualificazione della città consolidata, cerca solo di interpretare supinamente gli interessi della rendita fondiaria e degli immobiliaristi. Questo modo di governare Roma, caratterizzato anche dall’incapacità di realizzare le opere pubbliche connesse alle trasformazioni urbanistiche (vedi articoli 11, 167 etc), è dannoso per la città perché ne accresce le contraddizioni e l’ingovernabilità.
È arrivato il momento di voltare pagina!
Roma non ha bisogno di una nuova espansione, ma di elevare la qualità urbana, valorizzando l’agro romano ed il patrimonio storico-archeologico diffuso e, soprattutto, realizzando infrastrutture, servizi e spazi pubblici funzionali alla domanda di mobilità, sviluppo, cultura e vita sociale che viene dai territori. Un processo che richiede una vera partecipazione dei cittadini il cui esercizio è fondamentale per garantire la sostenibilità dei processi di trasformazione urbana. In questa direzione devono andare gli sforzi dell’Amministrazione Pubblica e delle Imprese.
La proposta di edificazione delle aree agricole prevede per il territorio dei Municipi Roma XV e Roma XVI un consumo di suolo per circa 366 ettari e un nuovo carico urbanistico di oltre 3,5 milioni di metri cubi. Per il nostro territorio questa proposta è inaccettabile perché mette a rischio la pianificazione ambientale del settore extra GRA e perché le infrastrutture programmate, qualora fossero tutte realizzate, saranno sufficienti solo per sopportare il carico di circa 6 milioni di metri cubi già pianificati dal Piano Regolatore Generale e in corso di attuazione.
Ora con una scellerata Delibera di variante al Piano Regolatore Generale il Sindaco Alemanno vuole rompere gli equilibri di una pianificazione concertata e condivisa per continuare, in nome della rendita fondiaria, a consumare l’Agro Romano, bene prezioso ed irriproducibile; un patrimonio storico, paesistico, ambientale ed economico che ci siamo impegnati a salvaguardare e recuperare per le generazioni che verranno.
Chi ha a cuore il futuro di questa Città non deve permettere questo scempio.
 
 
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